Come Richiedere Rimborso Trenitalia Online

Può capitare che dopo aver prenotato un viaggio per una vacanza, degli eventi imprevisti ci costringano a non poter partire; in questi casi, oltre la seccatura di non poter più andare in vacanza il pensiero corre ai soldi spesi per la prenotazione e per il viaggio; qualora si fosse prenotato un biglietto Trenitalia è comunque possibile richiedere il rimborso; Ferrovie dello Stato, per semplificare notevolmente la vita dei clienti prevede anche il rimborso online.

Grazie a tale procedura sarà quindi possibile evitare lunghe file d’attesa; tramite il servizio di rimborso online, quindi, il cliente che abbia dovuto rinunciare al viaggio ha la possibilità di richiedere il rimborso totale dedotto del 20%.
Attenzione però: gli abbonamenti settimanali e mensili non sono invece rimborsabili; altra procedura non consentita dalle Ferrovie dello Stato è quella di richiedere il rimborso per l’indennità prevista in caso di ritardo.

A essere rimborsabili saranno quindi i biglietti per i quali la procedura sia stata richiesta prima della partenza del convoglio e per quelli online per trasferte nazionali non ancora stampati presso le sel-service.

La procedura da seguire per richiedere il rimborso è comunque estremamente semplice; infatti una volta entrati nell’area clienti del sito Trenitalia basterà effettuare il login con gli stessi dati utilizzati in precedenza per l’acquisto del biglietto online.
A questo punto si dovrà andare sulla funzione Rimborso online in cui andrà inserito il codice di prenotazione online del bilgietto. L’accredito sarà poi effettuato sullo stesso strumento con il quale si era precedentemente provveduto a prenotare.

Rimborso Paypal – Come Fare

PayPal ha rappresentato una grande rivoluzione nel modo di gestire i propri soldi in rete, offrendo a privati e società la possibilità di inviare e ricevere denaro in maniera semplice e sicura. Un nuovo standard utilizzato soprattutto nell’ecommerce ma, proprio perché PayPal funge da tramite tra due soggetti, viene l’unico dubbio riguarda la procedura di contestazione e rimborso qualora l’acquisto sia stato effettuato appunto tramite carta o conto PayPal. Ecco come funziona.

In pratica PayPal mette a disposizione dei suoi clienti la possibilità di fare da tramite formale nei confronti del venditore, permettendo alle due parti di comunicare attraverso un sistema di messaggistica direttamente su PayPal. Dall’apertura della contestazione, l’acquirente e il venditore hanno 20 giorni per risolverla o convertirla in un Reclamo PayPal, e in tal caso, l’acquirente o il venditore chiedono a PayPal di esaminare la contestazione e deciderne l’esito, come se fosse un giudice. Una volta terminata la contestazione, non resta che attendere il verdetto di PayPal, che invierà una mail il prima possibile con l’esito.

Scendendo nei dettagli, la procedura di reclamo per il rimborso PayPal consta di 3 passaggi obbligati, che andiamo a vedere insieme
– Contestazione: è necessario prima di tutto mettersi in contatto proprio con il venditore in caso di problemi di qualsiasi entità. Il cliente avrà 45 giorni di tempo dal momento del pagamento per aprire una contestazione nel Centro soluzioni, messaggio che sarà recepito dal venditore, il quale a sua volta potrà far valere le sue ragioni. Nel caso in cui le due parti non riuscissero a trovare una soluzione, si dovrà procedere con la conversione della contestazione in un reclamo PayPal, entro 20 giorni solari dall’apertura della contestazione.
– Conversione della contestazione in reclamo: in pratica il cliente, inviando un reclamo a PayPal, chiederà alla stessa società di esaminare il problema e di deciderne l’esito. Il termine, come detto, è entro 20 giorni dall’apertura della contestazione, mentre bisognerà aspettare almeno 7 giorni per la spedizione prima di convertire una contestazione in reclamo PayPal per un oggetto non ricevuto. Una volta convertita la contestazione in un reclamo, PayPal avrà 30 giorni di tempo per esaminare la pratica e deciderne l’esito.
– Reclamo: nel termine dei 30 giorni PayPal procederà ad esaminare la richiesta di reclamo, anche se i tempi per la decisione finale, il rilascio di fondi e la chiusura della pratica possono essere notevolmente più lunghi. Cliente e venditore potranno visualizzare l’avanzamento del reclamo e rispondere alle richieste di informazioni nel Centro risoluzioni, ma alla fine sarà PayPal da giudice terzo e imparziale a comunicare l’esito della valutazione. Se l’esito prevede l’avvio della procedura di rimborso, l’acquirente che ha usato la carta di credito dovrà attendere alcuni giorni lavorativi (3-5 di solito) prima che l’accredito compaia nella lista movimenti della carta di credito, mentre chi ha utilizzato il credito nel saldo del conto Paypal riceverà l’accredito in 24 ore.

Molto interessante.

Lavoro – Nuove Offerte da Conoscere

Oggi segnaliamo alcune interessanti offerte di lavoro disponibili in questo momento.

Iniziamo da Poste Italiane che ha avviato la selezione per oltre ottomila posti di lavoro, disponibili su tutto il territorio.
La selezione è destinata sia a diplomati che a laureati e permette di accedere a contratti a tempo determinato.
I posti di lavoro sono relativi al recapito postale.

Diverse possibilità arrivano dai supermercati.
Iniziamo da Famila, che in questo momento è alla ricerca di personale per le sedi in sicilia.
Le figure ricercate riguardano responsabili di reparto e addetti alle casse.
Per la procedura, è possibile vedere questo articolo pubblicato sul blog Lavorareconnoi.com.

Numerose le offerte di lavoro Lidl, su tutto il territorio.
In questo caso le figure ricercate sono varie e includono responsabili tecnici, responsabili di filiali, responsabili di magazzino e tecnici.
Per maggiori informazioni è possibile fare riferimento al sito ufficiale.

Possibilità interessanti anche per chi vuole lavorare nella moda.
Chanel ricerca infatti diverse figure per la sede centrale di Milano.
Tra le posizione per cui è possibile candidarsi troviamo assistente alla formazione e addetto alle risorse umane.

Rimborso Merce Difettosa – Come Fare

Può capitare, al momento dell’acquisto di un bene, di accorgerci poi che questo è difettoso. Non bisogna lasciarsi scoraggiare pensando ‘Accidenti, ormai l’ho acquistato’: la legge obbliga il venditore a coprire il bene venduto per due anni, per cui è lecito chiederne la sostituzione o il rimborso. Inoltre, la legge dice anche che il difetto è responsabilità del venditore, non più del produttore come prima del 2002: di conseguenza, se il venditore dichiara che la responsabilità non è sua, è disinformato o in malafede.

Cosa essenziale è conservare lo scontrino: questo è tutto ciò che ci serve per poter ottenere la sostituzione o il rimborso del bene acquistato e difettoso. Non è necessario conservare la scatola, e ugualmente non serve che sia presente il timbro del negoziante sul tagliando.

La garanzia di due anni cui abbiamo diritto si riduce a uno se ci facciamo dare la fattura. Infine, è possibile anche estendere la garanzia a cinque anni, spedendo al produttore il tagliando allegato al libretto di istruzioni.

Questo però richiede una sovrattassa, e può non essere sempre conveniente, dato che a volte la garanzia non copre tutte le parti dell’oggetto acquistato. Generalmente, l’estensione della garanzia conviene solo per i beni molto costosi, come ad esempio i televisori.

Opposizione Ricorso Tributario – Come Fare

Il ricorso tributario, chiamato anche contenzioso tributario, è un procedimento che intercorre tra i contribuenti e le amministrazioni pubbliche e che verte su provvedimenti di natura tributaria che vengono impugnati perché ritenuti illegittimi. Se il contribuente valuta come non regolari dei tributi che gli vengono richiesti fa ricorso alla competente Commissione Tributaria che ha il potere di farli decadere e dichiararli annullati. Le commissioni quindi decidono sui ricorsi riguardanti tutte le tasse regionali, provinciali e comunali, le varie addizionali, le sovraimposte.

Le commissioni tributarie non possono intervenire e non hanno giurisdizione su tutta una serie di imposte considerate secondarie e di entità monetaria più limitata come ad esempio tutte le marche da bollo, i bolli o il canone radiotelevisivo. Per contenziosi riguardanti tutte queste è obbligatorio rivolgersi direttamente alla competente agenzia delle entrate e, in caso estremo, intentare una causa davanti al giudice civile.
Sulle opposizioni riguardanti il canone radiotelevisivo è competente il Tribunale di Torino.

Il termine per procedere con un ricorso tributario è di due mesi che si iniziano a calcolare da quando l’atto di pagamento viene formalmente notificato. In presenza di avviso di accertamento o quando i contribuenti procedono ad un concordato i termini sono interrotti per tre mesi dal momento della depositazione della domanda. Risulta essere utile comunque sapere che su tutti gli atti che la legge dichiara espressamente come impugnabili devono essere obbligatoriamente presenti le indicazioni relative proprio al termine massimo entro il quale i ricorsi possono essere presentati. Inoltre negli atti devono essere indicate anche le commissioni tributarie competenti e come presentare il ricorso.

Risulta essere possibile presentare appello contro una sentenza della commissione che non ci dà ragione. La parte che in primo grado perde può ricorrere in appello entro sei mesi dal momento in cui la sentenza di primo grado è stata depositata. Il giudizio di appello verte esclusivamente sulle richieste fatte nel primo grado e non se ne possono introdurre di nuove. Dopo l’appello è possibile ricorrere ulteriormente anche in Cassazione.

Se durante la procedura di presentazione del ricorso si commettono errori si rischia di vedere compromessa tutta la procedura: ecco allora un esempio di come presentare il ricorso tributario. Si può comunque essere assistiti da avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro che ci sosterranno durante la controversia e davanti alla commissione. Il ricorso deve necessariamente essere scritto su carta da bollo e avere:

l’indicazione della commissione tributaria cui si presenta il ricorso;
dati anagrafici del ricorrente e sua ragione sociale e se difesa da un legale anche i dati del legale;
residenza o sede legale;
numero di codice fiscale;
l’indicazione dell’ente riscossore verso cui si sta procedendo;
tutti gli estremi dell’atto che si impugna come le sanzioni, l’avviso di pagamento ecc.;
la nostra domanda e le ragioni per cui presentiamo ricorso;
firme del ricorrente e del difensore.

Molto interessante.