Come Fare un Buona Impressione al Colloquio

Dopo aver letto decine di manuali che spiegano come affrontare un colloquio di lavoro avete bisogno di una marcia in più per superare gli altri candidati.

Bisogna tenere a mente una cosa: si tratta del momento in cui mostrare la parte migliore di noi. Ottenere un colloquio di lavoro è il primo passo verso quella che potrebbe concretizzarsi in un’opportunità.

Conta più la simpatia di una laurea. Risulta essere la carta vincente per emergere su tutti.

Punti di debolezza in evidenza. Cominciate con le vostre carenze. Meglio parlarne subito e lasciare per la fine del colloqui i punti di forza. Rimarranno più impressi. Per prepararsi può essere utile la guida presente su questo blog sul colloquio di lavoro in questa pagina.

Non fate i primi della classe. Usare un vocabolario troppo forbito potrebbe essere un boomerang. Secondo una ricerca dell’Università di Princeton è più credibile un linguaggio semplice e diretto.

Sguardo magnetico. Dicono gli psicologi che sorridere e guardare dritto negli occhi l’interlocutore suscita in chi vi sta davanti un giudizio subito favorevole e molta più disponibilità.

Parlare anche)di calcio. Alcune ricerche americane dimostrano che è utile introdurre un argomento estraneo al lavoro. Qualunque va bene, dallo sport alla moda, a patto di aver prima capito che il tema interessa il vostro interlocutore.

Si tratta di consigli semplici, utili per aumentare le possibilità di trovare lavoro.

Come Aprire Partita Iva

La partita Iva è indispensabile per tutti coloro che decidono di aprire un attività in autonomia, una società o qualunque attività commerciale.

Prima di aprire la partita Iva, è però necessario sapere che non è necessaria per chi effettua lavori occasionali, in questo caso è infatti possibile utilizzare la prestazione occasionale. Per dettagli sull’argomento è possibile vedere questo blog sulla prestazione occasionale.

La partita Iva non è altro che un numero a 11 cifre che serve ad identificare in maniera univoca il contribuente, e la sua apertura non ha nessun costo, tuttavia ricordatevi che una volta aperta la partita iva, verrai automaticamente iscritto alla previdenza di tua competenza (esempio INPS, INARCASSA e via dicendo), a seconda del tipo di attività che vorrai svolgere, pertanto ricordati bene che a partire dai tre mesi dell’iscrizione, riceverai i primi bollettini con i versamenti trimestrali obbligatori (o mensili, o annuali, dipende dal tipo di previdenza), di cui spesso ci si dimentica (con l’INPS siamo intorno ai 3000 euro l’anno, anche se non si produce reddito, più circa il 21% sul reddito oltre ad una determinata soglia).

Ma come si apre la partita iva? Per aprire la partita iva, esistono vari metodi (tramite commercialista, via telematica, via posta ), tuttavia noi vi consigliamo di presentarvi direttamente all’Agenzia delle Entrate e compilare i modelli AA9/7 per le attività come ditta individuale, o libero professionista, oppure AA7/7 per le attività differenti, come società. In questo modo, se avete qualche dubbio di compilazione, ci saranno gli addetti pronti ad aiutarvi.

Dovrete scegliere un regime fiscale adeguato, pertanto vi invitiamo ad informarvi bene prima di procedere, spesso e volentieri, non si può passare da un regime ordinario ad uno agevolato.
Partita IVA Come si Apre una Partita Iva

Il numero di partita Iva rimarrà invariato fino alla cessione dell’attività, tuttavia, se desiderate modificare la vostra attività, si richiede il modulo per l’aggiunta o la rimozione dei codici di attività

Come Vestirsi in Ufficio

Qual è l’abbigliamento giusto da sfoggiare in ufficio? Quante volte, la mattina prima di vestirti, ti sei posto questa domanda?

Sarai giudicato dal tuo modo di vestire che rappresenterà una sorta di tuo biglietto da visita. Hai solo sette secondi di tempo per dare una prima impressione di te stesso ai tuoi colleghi, ed è proprio l’abito a contribuire a dare una positiva e negativa. Oggi questa impressione si trasforma rapidamente in giudizio.

In genere, la scelta dell’abbigliamento dipenda dalla categoria lavorativa a cui si appartiene, ma in linea di principio valgono le seguenti regole

capelli, denti, mani, pelle e unghia sempre in ordine
non incurvare le spalle
preferisci i colori scuri e neutri: nero, blu navy o grigio;
una buona camicia fa sempre la sua bella figura
gli accessori sono sempre importanti per dare un tocco di personalità
un capo che non deve mai mancare è la giacca
No assoluto alle minigonne, a spacchi e scollature eccessive e tacchi a spillo.
scarpe comode
la borsa deve essere in tono con l’abito. Per un fattore praticità ti consiglio una capiente
I gioielli non devono essere esageratamente vistosi e appariscenti

Queste regole valgono anche in tutte quelle occasioni in cui è importante fare una bella impressione in poco tempo come i primi incontri con un cliente o con un potenziale partner commerciale.

Come Aprire un Distributore

la domanda di carburante è sempre in costante crescita.

I carburanti più venduti, risultano essere il diesel e la benzina… tuttavia, nel nostro paese si cominciano a farsi vedere anche colonnine dedicate al biodisel, idrogeno, GPL e metano.

Per prima cosa, se vuoi installare un nuovo impianto di distributore di carburanti devi fare domanda al comune di ubicazione dello stesso. Per presentare tale domanda devi essere cittadino italiano (o di uno degli stati dell’UE) e aver compiuto i 21 anni d’età.

La richiesta di autorizzazione per l’installazione di nuovo impianto e per l’esercizio dell’attività di distribuzione dei carburanti deve essere presentata, in carta legale, allo Sportello Unico Attività Produttive del comune.

Alla domanda devono essere allegati in cinque copie
perizia giurata, redatta da tecnico qualificato contenete le dichiarazioni di conformità del progetto alle norme regionali di indirizzo programmatico, alle disposizioni degli strumenti urbanistici vigenti, alle prescrizioni in materia di sicurezza sanitaria, ambientale, stradale, di tutela dei beni storici artistici
certificazione comprovante la disponibilità dell’area.
disegni planimetrici dell’impianto sottoscritti dal responsabile tecnico del progetto con l’evidenziazione della segnaletica prevista;
ricevuta dell’avvenuta presentazione del progetto per gli adempimenti di cui all’art. 2 del dpr n. 37 del 12.01.1998;
copia dell’avvenuta presentazione di richiesta dell’allaccio alla rete di fornitura del gas metano (solo se si vuole vendere anche metano)
copia dell’avvenuta presentazione di richiesta di allaccio alla rete elettrica (solo se si vuole vendere anche metano)

Se hai intenzione di aprire il tuo distributore di benzina lungo una strada statale o provinciale, dovrai inoltrare alla Provincia un’ulteriore copia dell’istanza recante il timbro di ricevuta del Suap, copia della documentazione di cui sopra e in aggiunta:

rilievo aerofotogrammetrico in scala 1:5000 della zona interessata dall’impianto
rilievo in scala 1:2000 dello stato di fatto in cui siano evidenziati, entro i limiti di 700 metri a cavallo dell’impianto per la viabilità ordinaria e di 900 metri per le strade a 4 corsie, diramazioni, accessi privati, dossi, gallerie,piazzole di sosta, fermate di autolinee ed il posizionamento della segnaletica verticale ed orizzontale
rilievo come il precedente punto con inserito lo stato di progetto
planimetria in scala 1:200 con tabella di calcolo, ove sia evidenziata l’eventuale superficie di terreno demaniale oggetto di occupazione

Nota bene, i nuovi impianti, quelli sottoposti a ristrutturazione totale e quelli potenziati devono essere sottoposti al collaudo da parte di apposita commissione.

Una volta svolte le normali pratiche burocratiche, aver trovato il posto più adatto (naturalmente ti consiglio di aprire un distributore di carburanti lungo le strade a maggior traffico) è venuto il momento di scegliere a qualche compagni petrolifera affidarsi.

I distributori di benzina, generalmente, si dividono in due grandi categorie
grandi marchi, danno il vantaggio di essere molto riconoscibili agli automobilisti per via del marchio e del logo esposto sempre in bella mostra, usano molti strumenti di marketing e servizi correlati per attirare i consumatori, ma il prezzo del carburante è leggermente più alto.
le pompe bianche, sono stazioni piccole senza marchio e logo, il marketing e le promozioni sono nulle. Gli automobilisti sono attirati dalla pompe bianche per via del prezzo molto competitivo.

Un fattore molto importante da valutare: analizza nei dettagli il contratto che ti propone la compagnia petrolifera e in base a esso redigi un buon business plan, infine assicurati sempre che la compagnia sia disposta a rinnovare il contratto con te in futuro.

Un ultima cosa: le concessioni e i vari modelli che servono per aprire un distributore di benzina possono variare da regione a regione e da comune a comune. Ti consiglio di chiedere consiglio all’ufficio comunale preposto.

Altre alla pompa di benzina classica, ti consiglio di offrire servizi correlati ai tuoi clienti come un lavaggio auto, controllo e riparazione gomme, piccolo bar o area di ristoro, cambio olio, piccolo negozio dove vendere accessori auto…. In questo modo potrai fidelizzare la tua clientela.

Come Calcolare il ROE

Il ROE, Return on Equity, risulta essere un indice utile per per misurare la redditività di un’impresa. Questo indice permette infatti di capire in che misura gli utili remunerano le risorse investite.

In questa guida spieghiamo come calcolare il ROE.

Il Return On Equity, come spiegato più nel dettaglio in questa guida sul ROE su Dizionarioeconomico.com, risulta essere l’indice che mostra quanto il capitale investito viene remunerato dall’utile realizzato dall’azienda. Calcolare il ROE è semplice, basta infatti dividere il reddito netto dell’anno per i mezzi propri e moltiplicare il risultato ottenuto per 100.

Vediamo un esempio per capire meglio il calcolo. Prendiamo in considerazione un’azienda che ha realizzatoun utile di 500.000 euro e che ha mezzi propri per 1.000.000 euro. Per calcolare il ROE bisogna quindi dividere 500.000 per 1.000.000, operazione da cui si ottiene 0,5, valore che moltiplicato per 100 permette di ottenere 50%. Il ROE sarà quindi pari al 50%. Il capitale investito rende il 50%.

Per capire meglio la redditività di un investimento, è possibile confrontare il ROE con il rendimento di un investimento alternativo. La differenza tra il ROE e il rendimento di un titolo di stato, considerato molto sicuro, è indicativo del premio per il rischio del capitale investito.