Come Investire in Borsa

Torniamo su un argomento molto caro ai lettori di, e occupiamoci nuovamente di Borsa e di investimenti nei mercati finanziari. Nelle scorse settimane abbiamo già avuto modo di trattare questo delicato tema, cercando di suggerire qualche aspetto comportamentale molto utile per coloro che desiderano cercare la fortuna nei mercati di Borsa italiani ed esteri, senza tuttavia correre il rischio di trovarsi dinanzi a eccessive perdite, o situazioni di rendimento deludenti e spiacevoli.

Se vi ricordate, il nostro primo consiglio era: porsi un obiettivo. “Entrare” in Borsa senza uno scopo è molto rischioso, e ci espone a situazioni impreviste dinanzi alle quali è facile assumere comportamenti irrazionali, dettati da istintività e imprevedibilità. Meglio invece cercare di fissare un target quantitativo molto preciso, sia per quanto riguarda i possibili guadagni su un titolo o su un portafoglio di titoli, sia per ciò che concerne la (ahimè) frequente ipotesi che le cose vadano male. Nelle prossime settimane parleremo di come stabilire un obiettivo congruo, e “formalizzarlo” attraverso degli strumenti che le piattaforme di trading online mettono oramai più o meno gratuitamente a disposizione (stop loss, ecc.).
Una volta stabilito un obiettivo di investimento, è bene informarsi periodicamente sul titolo e sulle società interessate dai nostri impieghi. E’ pur vero, come avremo modo di vedere, che gli investimenti in Borsa sono per grandi versi assimilabili a delle vere e proprie scommesse con esiti imprevedibili, e che le informazioni diffuse sul mercato sono già state “incorporate” nel prezzo del titolo. Quanto sopra non equivale tuttavia ad esentarci dal reperire informazioni sugli oggetti dei nostri investimenti, al fine di incrementare la nostra consapevolezza nel gioco di Borsa.

Investire in Borsa costa! Non solo occorre tenere bene a mente che i titoli acquistati vanno a confluire in un apposito deposito amministrato il cui costo varia a seconda degli strumenti finanziari contenuti, ma bisogna altresì capire che ogni transazione di acquisto o di vendita prevede il pagamento di una commissione unitaria. Prima di buttarsi a capofitto, affidandosi al primo intermediario, è bene effettuare dei confronti tra le diverse offerte, alcune delle quali potranno rivelarsi molto utili per i traders più incalliti, e altre che invece si adatteranno meglio a chi investe in maniera saltuaria.

Scelto il partner per le nostre operazioni in Borsa, siamo pronti a impiegare il nostro denaro in uno o più titoli. Ma quanto investire? La risposta dipende da diversi aspetti fortemente soggettivi. Quanto siete disposti a perdere? Quale è la vostra propensione al rischio? Quale è il vostro orizzonte temporale di investimento? Appare chiaro che, ad esempio, la posizione di un pensionato che desidera investire i suoi unici risparmi in Borsa è differente da quella di un giovane professionista che detiene già un portafoglio titoli ben diversificato, e che magari ha stanziato la maggior parte dei suoi averi su strumenti a basso rischio. In questo caso, è bene farsi un proprio esame personale di coscienza, e individuare quanto valga o meno la pena di investire, divenendo consapevoli che quanto impiegato in un titolo azionario potrebbe perdere radicalmente il proprio valore anche nel brevissimo termine. Alcuni analisti suggeriscono ad esempio di non investire, inizialmente, più del 20% dei propri risparmi in Borsa. Noi preferiamo non fornire alcuna percentuale e lasciare a voi stessi la sensibilità di questa scelta

Ed eccoci arrivati al punto fondamentale di questo approfondimento. Che titoli acquistare? Chiariamo subito un equivoco: nessuno (sottolineiamo, nessuno) ha la sfera di cristallo tra le mani. Il corso azionario di un titolo è spesso imprevedibile e, di conseguenza, stabilire l’evoluzione della quotazione di un’azione è impresa ardua. Ciascuno di noi può quindi intraprendere una strada differente dalle altre, e altrettanto valida come le altre. Una regola di buona condotta sarebbe quella di acquistare un insieme di azioni, al fine di ponderare il rischio di andamento sfavorevole di un intero settore, e contribuire così alla creazione di un possibile positivo equilibrio nel proprio portafoglio.